venerdì, 31 marzo 2006



Accolgo volentieri l'appello inviatomi da Franco Ziliani nella speranza che altri blogger abbiano l'accortezza di dare risalto e massima diffusione all'iniziativa promossa da Franco e rivolta al Prefetto, al Sindaco di Verona, al Presidente e vice Presidente della Regione Veneto, al Presidente e Direttore generale dell'Ente Fiera di Verona e al Presidente dell'Unione Italiana Vini con i quali il giornalista ha già avuto un incontro.
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categoria:il vino, eventi enogastronomici |
mercoledì, 29 marzo 2006

“Questa recensione non è mia, tuttavia la pubblico con piacere sul Gastronomo Riluttante perché di un amico virtuale con il quale condivido una grande passione per il cibo”.

Si può andare a tavola per ascoltare delle Storie ? Sì, si può.

Per molti è successo da piccoli, magari attorno al fuoco, pendendo dalle labbra della Nonna con quelle bocche e occhi spalancati di bimbi che sentono il mondo come un universo sconosciuto, tutto da scoprire; smessi i calzoni corti il miracolo si può ancora ripetere per alcuni, ma bisogna essere attenti Diogene del gusto e della vita, perchè qui, in Via Montecuccoli, non c’è un Cantastorie armato di zampogna, ma c’è un Uomo, Aimo Moroni, che è un pezzo, importante, della Storia Gastronomica (e quindi anche sociale) del nostro Paese.

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categoria:i ristoranti post it |
lunedì, 27 marzo 2006


Tornando di moda le osterie.
Nata in campagna come luogo di aggregazione sociale e in città declinata a una sorta di mensa per lavoratori dal tempo mordi e fuggi, oggi l'osteria è frequentata per incontrare amici a qualsiasi ora del giorno.

Facilmente accessibili per tipologia di prezzo, le osterie sono l'ideale per un mezzogiorno poco impegnativo, per il pranzo domenicale con gli anziani genitori o i giovani pargoli, per giuste serate dal gusto easy, in coppia, o in compagnie numerose e rumorose.
Se in passato erano considerate esclusivamente un luogo di mescita con cucina, con il tempo si sono trasformate in un vero luogo di educazione al gusto. Sono le nuove Osterie, quelle del XXI secolo.

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categoria:i ristoranti post it |
sabato, 25 marzo 2006



Evidentemente Giulio Perugini e Alberto Bettini devono averci preso gusto.

A meno di un mese della degustazione Bordeaux '95 eccoli di nuovo assieme nella data di giovedì 30 marzo 2006 per l'evento che vedrà protagonisti il Pinot Nero e il Nebbiolo....Borgogna - Langhe, due vitigni che da sempre intrigano i più grandi degustatori di vino.

Nella degustazione verrano contrapposti due nebbioli "veri" di grande tradizione e spessore a due grandi di Borgona. Trattasi di vini solo apparentemente lontani tra loro ma dalle interessanti e sottili analogie; tutti sopra i 90/100 nei punteggi dei vari degustatori internazionali.

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categoria:il vino, eventi enogastronomici |
mercoledì, 22 marzo 2006


Con il termine "Minestra" nel bolognese si indica qualsiasi tipo di primo piatto, vero perno della cucina emiliana. Nei primi piatti la tradizione vuole che la sfoglia sia tirata rigorosamente al matterello, di sfoglia sottile e soda. La farina va smorzata solo con le uova e non è ammessa una sola goccia d'acqua.
I primi piatti che caratterizzano questa cucina sono ricchi e sostanziosi e quando realizzati a regola d'arte, diventano un affascinante richiamo per gourmet di tutto il mondo: tortellini in brodo, tortelli farciti di ricotta e prezzemolo, tortelli di patate, lasagne verdi alla bolognese, zuppa imperiale, gramigna con salsiccia e tagliatelle in sfoglia gialla al ragù o declinate in sfoglia verde all'ortica e prosciutto.
Perfino i famigerati spaghetti alla bolognese vantano una lunga tradizione ricca di storia. Sull'Appennino ancora oggi è possibile imbattersi in qualche anziana sfoglina che potrebbe narrarvi la storia di come tagliava fine fine la sfoglia per sopperire le richieste dell'esercito americano, che di passaggio a Bologna, chiedeva da mangiare spaghetti che le ‘azdore non possedevano. 

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categoria:il ricettario della cucina folk |
lunedì, 20 marzo 2006


Gli indigeni lo definiscono Oro Bianco ed è l'ingrediente gastronomico più rappresentativo di questo angolo nascosto della Romagna.
A Cervia il sale ha sempre avuto un significato e un rilievo importante. Quando nel Medioevo ancora non si usavano le monete, era il sale ad essere l’oggetto di scambio preferito dai commercianti, bramosi di possedere le cosiddette cordelle di sale (per la cronaca, una cordella equivaleva a 20kg di sale).
Come per il petrolio ai giorni nostri questa ricchezza fu più che sufficiente per scatenare le cosiddette “guerre di sale” dove tra battaglie e intrighi politi, Bolognesi, Veneziani, Ravennati, Cesenati, Faentini e Forlivesi si sfidavano senza esclusione di colpi pur di impossessarsi delle saline di Cervia.

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