lunedì, 25 settembre 2006
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Senz’ombra di dubbio da quando i blogger hanno fatto l’ingresso in rete i cuochi si sono trovati ad affrontare una nuova e agghiacciante emergenza.
In principio furono i giornalisti gastronomici ad incutere terrore al mal capitato chef perché ogni manicaretto divorato diventava oggetto di minuziosa e attenta analisi sensoriale da parte insindacabile delle pregiate papille gustative del guru della gastronomia italiana che avrebbe decretato, senza alcuna prova d’appello: fama e successo, declassamento o povertà dell’aspirante cuoco di turno che si sarebbe ritrovato immortalato nella pagina della Cronaca & Società o vivisezionato in quella degli Annunci Mortuari.

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categoria:opinione del buongustaio |
martedì, 19 settembre 2006
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categoria:i ristoranti post it |
lunedì, 11 settembre 2006


Questo scritto non è farina del mio sacco ma proviene dalla testa e dalla penna di Enzo Vizzari, curatore responsabile della guida dei ristoranti dell’Espresso. E’ un interessante saggio che accetto volentieri di pubblicare sul Gastronomo Riluttante vestendo almeno una volta nella vita i regali panni del Principe Caracciolo perché potrebbe essere un interessante fonte di discussione e dibattito sul mondo della Ristorazione & Co.
Da un lato lo scritto fotografa la situazione gastronomica italiana, dall’altro segnala alcune sagge regole di comportamento che probabilmente se fossero rispettate migliorerebbero l’esperienza gastronomica, a chef e gourmet in primis.

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categoria:opinione del buongustaio |
venerdì, 08 settembre 2006
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Per molti gourmet il periodo estivo è la solita scusa per visitare mete più o meno lontane, dando vita a un turismo eno-gastronomico che ama andare alla scoperta dei diversi usi regionali fatti di legami con il territorio sconosciuto. Si visitano terre che parlano di autenticità e varietà autoctone nel rispetto delle radici e delle identità locali e ci si lascia deliziare dalle specialità gastronomiche del luogo.

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categoria:delizie gastronomiche |
mercoledì, 06 settembre 2006


Savigno.
Rispetto al passato oggi l'area è più viva e si differenzia molto dal resto del capoluogo emiliano soprattutto per la sua atmosfera vivace ma non chiassosa. I motivi per venirci sono molteplici: che si tratti di fare una passeggiata cullati dalla tranquillità della campagna bolognese andando alla scoperta della città del tartufo o per visitare il mercatino di modernariato allestito nei giorni di festa, poco conta, Savigno è soprattutto conosciuta per la Trattoria da Amerigo.

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