
Senz’ombra di dubbio da quando i blogger hanno fatto l’ingresso in rete i cuochi si sono trovati ad affrontare una nuova e agghiacciante emergenza.
In principio furono i giornalisti gastronomici ad incutere terrore al mal capitato chef perché ogni manicaretto divorato diventava oggetto di minuziosa e attenta analisi sensoriale da parte insindacabile delle pregiate papille gustative del guru della gastronomia italiana che avrebbe decretato, senza alcuna prova d’appello: fama e successo, declassamento o povertà dell’aspirante cuoco di turno che si sarebbe ritrovato immortalato nella pagina della Cronaca & Società o vivisezionato in quella degli Annunci Mortuari.
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