
Quando a Squisito2006 sono stato eletto come miglior blog in qualche categoria che ora non ricordo non avrei mai pensato che la mia vita virtuale sarebbe cambiata così radicalmente.
Quando si diventa famigerati come me è normale che tutti ti vogliano, gli inviti fioccano da ogni parte d’Italia, praticamente sembra di essere una sorta di Miss Italia che visita lo stivale dall’alto in basso, da ponente a levante, con l’unica differenza che Miss Italia gira munita di fascia, scettro e corona imperiale a me tocca girare con in mano tre padelle antiadernti realizzate con ioni d’oro e senza un filo di culo. Per amor di Dio, non che non siano pratiche per sbatterle in testa a qualche riluttante, però quando ho saputo che a me non aspettava neanche un cerchietto da mettere in testa ci sono rimasto un po’ male. Se almeno mi avessero regalato una fornitura di vini della San Patrignano avrei potuto sbronzarmi dimenticandomi dell’incarico che ricoprivo e invece niente, solo 3 padelle antiaderenti che non sono nemmeno buone per specchiarmi e vedere i risultati del bottox sul mio viso.
E così quando il mio entourage mi ha sottoposto il programma della settimana scopro che:
Entourage: “Allora Mucca, questa settimana sei super impegnato, lunedì devi prendere un aereo, hai già pensato cosa postare prima di partire?”
Mucca: “No, secondo voi vi sembro un blogger organizzato che sta sulla notizia?”
Entourage in coro: “diremmo proprio di no!”
Mucca: “Ecco appunto, è uno dei motivi per il quale sono stato eletto il migliore in qualche categoria che ora non ricordo. Comunque potrei postare qualcosa che incolli milioni di lettori davanti al monitor”
Entourage:”Del tipo?”
Mucca: “Essere Fiammetta Fadda. Ovvero, il resoconto di una falsa puntata del reality show in cui sono stato obbligato a vestire i panni della nota gastronoma con le mie labbra. Almeno se l’aereo precipita per il web resterò per sempre MuccaFadda28.
La vita mi ha insegnato che gli esami non finiscono mai.
Quando agli inizi di aprile il mio cellulare squillò mai avrei pensato che dall’altra parte a bruciapelo mi si chiedesse: “Mucca, i panni di quale gastronomo ti piacerebbe indossare per un giorno?”
“Di nessuno” risposi seccato. “Hai idea di come vanno in giro vestiti i gastronomi? Insomma, tra l’Upim e Martin Margiela c’è una via di mezzo, è vero che la moda va e viene ma lo stile è per sempre”.
“Poche storie Mucca, per una sera ci servi nei panni di un gastronomo, decidi tu chi vuoi essere” insisti la voce dall’altra parte del telefono.
Spaurito entrai nella cabina armadio, ruotai le orbite oculari a ponente e levante restando abbagliato dal trionfo di lustrini e paillettes dei miei capi più unici che rari e in mezzo a tutte quelle griffe, senza alcuna riluttanza, esclamai: “Fiammetta Fadda, per un giorno voglio essere Miss Fiammetta”.
Fiammetta Fadda, critica gastronomica. Attualmente per Panorama tiene una rubrica settimanale ma per sette anni è stata direttore di Grand Gourmet una tra le più belle riviste di settore che siano mai esistite.
Grand Gourmet era qualcosa di più che una magazine di alta cucina, fu la rivista che pubblicò alcuni dei cuochi più importanti del secolo come Gualtiero Marchesi e Gianfranco Vissani, personaggi che hanno realizzato qualcosa di più creativo della cucina stessa: uno stile.
Grand Gourmet non era solo una rivista strapatinata ma era un faro luminoso di speranza per le centinaia di giovani chef che sognavano un giorno di essere pubblicati su Grand Gourmet.
Per questo essere Fiammetta Fadda è un compito che poche persone potrebbero interpretare perché trattasi di un personaggio leggendario più unico che raro, unica e raffinata testimone custode dell’alta cucina in campo editoriale.
Una bella sfida che ho accettato volentieri con la mia partecipazione a una Sera da Chef, in cui alcuni riluttanti si sono dilettati in cucina per deliziare il palato della giuria: Il mio e quella della mia amica Staximo.
La sfida ai fornelli era tra Alberto Cauzzi e Pia Passalacqua, entrambi coadiuvati dai propri aiuti chef, interpretati da Rob78 e Igles Corelli.
Il mio arrivo è stato in puro Fiammetta Style, in ritardo ovviamente, visto che avevo passato una giornata di mare a Riccione intento ad abbronzare la mia bellissima pelle.
L’arrivo non è stato di certo tra i migliori, perché se c’è qualcosa che manda in bestia la vera Fiammetta è la supponenza nell’accueil e non sopporta la gente che quando arriva viene squadrata dall’alto in basso.
Evidentemente il mio abbigliamento da spiaggia non è passato inosservato ed ha creato non poco scalpore, indisponendomi per la cena.
Il tempo di fare una doccia e un cambio d’abito che la serata può iniziare, non prima di aver consegnato ai partecipanti una leggenda da tenere ben presente, ossia, la mia scala di valori, con i quali i commensali e gli chef avranno modo di capire il mio livello di gradimento senza esser disturbato durante la cena:
Un cenno = piatto buono.
Due cenni = molto buono.
Un sorriso = ottimo.
Se una cosa non mi piace piego lievemente la testa.
E in ultimo, c’è l’arricciamento delle labbra che significa: Catastrofe!
I piatti vengono serviti a tavola in assoluto anonimato.
L’entrata è opera di Pia Passalacqua e trattasi di una panzanella con guacamole e chips di mais.

Afferrato il cucchiaio inizio a sbatterlo su un crostone di pane per nulla morbido intonando una sorta di melodia da tamburo.
La panzanella risulterà un po’ spacca denti anche se il gusto c’era, assolutamente inutile la guacamole di mais.
Giudizio: Un Cenno.
L’antipasto è sempre a opera di Pia Passalacqua: Millefoglie di Humus, melanzana fumè qualcos’altro….

Giudizio: Due cenni.
Il primo piatto è opera di Alberto Cauzzi e il suo assistente Rob78: Risotto con formaggella di capra e asparagi.

Giudizio: Arricciamento delle labbra.
Trattasi del peggior piatto della serata. Per amor di Dio se me lo avessero presentato come risotto delicatezza non avrei avuto nulla da obiettare visto e considerato che in bocca era talmente delicato da essere evanescente. D’accordo che il risotto deve essere all’onda ma tra un onda e lo Tzunami c’è una bella differenza.
Il secondo piatto è opera di Pia Passalacqua: Mc Pia Menù, composto da hamburger vegetariano di lenticchie e ceci, patatine di panissa, ketchup fatto in casa, milkshake allo yogurt e menta, granita di coca cola.

Giudizio: Sorriso.
Ecco un piatto per nulla banale. In questa portata c’è genio e provocazione, quello che poi dovrebbe contraddistinguere la vera cucina innovativa. Finalmente qualcosa di nuovo che rispecchia i principi del buono e sano facendo però il verso a quanto di meno salutare ci possa essere: il cibo di Mc Donanld.
L’altro secondo piatto consiste in una cotoletta di agnello con sale di Maldon, zucchine e cipolla ripiena, autore, Pia Passalacqua.

Giudizio: un cenno.
Un piatto identico a molti altri, fatto bene ma nulla di più. Qualsiasi casalinga esperta sarebbe in grado di farlo, di certo il palato di Fiammetta Fadda merita di meglio.
Pre-pre dolce: cioccolatini bianchi ai pistacchi, spiedini di lamponi, lecca lecca al cioccolato bianco. Autore: Alberto Cauzzi e il suo assistente Rob78.

Giudizio: piego lievemente la testa.
In questa serata interpretavo Fiammetta Fadda mica Vuggì. Coccole assolutamente inutili e banali.
Pre Dolce2 autore Alberto Cauzzi e il suo assitente Rob78.
Chutney di lamponi e yogurt di capra con pistacchi.

Giudizio: piego lievemente la testa.
Per due giorni ho avuto in bocca i semi dei lamponi. Una vera tragedia per il mio spazzolino da denti elettrico.
Dessert, autore Alberto Cauzzi e il suo assistente Rob78.
Zuppetta al cacao e latte di mandorle con mele croccanti alla liquirizia.

Giudizio: arricciamento delle labbra.
Pensavo che non ci fosse nulla di peggio al risotto, invece grazie a questa sorta di Nesquik liquido mi sono dovuto ricredere.
Se pensavano che Mucca Fadda sarebbe stata indulgente, si sbagliavano di grosso. Mi è stata confezionata una cena che non avesse nulla da raccontarmi ne in termini di creatività e tanto meno in tradizioni, salvo solo il Mc Pia Menù e se qualcuno dei partecipanti prova a contraddirmi, sappia che la mia opinione è l’unica che conta davvero.
Fiammetta sarebbe stata orgogliosa di me soprattutto per come l’ho interpretata anzi, non escludo che un giorno la vera Fiammetta diventi la mia migliore amica con la quale andare in giro per via della Spiga a fare shopping, condividere assieme la sala d’aspetto di Corporacion d’Ermoestetica e spettegolare da Coppola sulle mise che indossa Camilla Baresani. Nella vita ci sono delle priorità, sono certo che Fiammetta la pensa come me….
alle ore 01:50 | Permalink | commenti (85)

categoria:eventi enogastronomici |









