
Ricordate il post sui baby fenomeni? Ma si dai ne avevo parlato qui.
Ebbene, io non so chi siano Raffaella Beltrami e Roberto Copello (autori dell’articolo) ma ho trovato le loro classifiche under 30 e under 35 di una banalità e di una noia mortale.
Qualcuno sa dirmi di cosa me ne faccio di un elenco che sa tanto di copia incolla? Insomma, si trattano di chefs di cui le riviste hanno già abbondantemente parlato e straparlato e poi mancano i cosiddetti colpi di scena, quei nomi che solo a sentirli ri-nominare in qualità di nuovi fenomeni della cucina italiana un po’ stupito ti viene da dire: “…e chi l’avrebbe mai detto…”.
Ora, non è che io voglia demoralizzare tutti quei giovani cuochi che compaiono in quelle liste ma di fatto, il mondo del giornalismo gastronomico deve andare avanti e il pubblico (ma soprattutto la stampa di settore) ha bisogno di nuova facce, nuove storie e nuovi piatti quindi miei cari giovani e promettenti chefs mettetevi pure l’anima in pace; parafrasando Carlo Conti nelle scorse edizioni di Miss Italia possiamo tranquillamente dire: “Per te l’avventura da nuovo genio dei fornelli finisce qui, ma non demoralizzarti, puoi sempre contare sul ripescaggio”.
Considerando il fatto che in questo momento per me andare al ristorante significa solo VITA SOCIALE come luogo d’incontro per divertirmi con i miei fighissimi, stramodaioli, e divertentissimi amici super actual capirete che l’ultimo dei miei problemi è quello di badare attentamente a dove mi trovi, cosa stia mangiando, quanto spendo ecc..ecc…insomma, me la sto spassando alla grande, altro che noiosi e tristi ristoranti che ti vogliono propinare l’esperienza gastronomica della tua vita.
Per questo motivo faccio prima a trascrivere alcuni appunti che ho nella mia chiccosissima agendina LV. Magari a qualche giornalista/curioso i miei appunti saranno più che preziosi e li trascrivo così come li ho scritti:
Rist. Abbracci
Maranello (MO)
Simonetta Garelli è una giovanissima chef, probabilmente dovrà affinare parecchio la sua tecnica però l’età e il fatto che sia donna sono elementi che giocano parecchio a suo vantaggio. Sicuramente una bella speranza per la cucina emiliana. Alle spalle ha esperienze in Inghilterra a Covent Garden dove al Clos Maggiore’s Restaurant (specializzato in cucina francese) ha imparato i fondamenti dell’haute cuisine tramandata da quelle sagome di Escoffier e Bocuse. Sono certo che con il tempo la sua cucina troverà una strada che caratterizzerà molto più il territorio in cui lavora. Il ristorante è carino, la chef ha una faccia che se sembra un incrocio tra quella della Valeria Piccini e la Nadia Santini.
Sarà il prossimo ristorante di cui i gastronomi probabilmente parleranno.
Ristorante Vintage
Via Cavour 37
051/943994 Castel San Pietro Terme (BO)
E’ un anno che sto inquietante biglietto da vista sta nel portafoglio. Ti vuoi decidere ad andarci si o no?
Prima che il ristorante Vintage aprisse avevo preso il biglietto da visita all’Enoteca Parenti dove il lunedì prendo l’aperitivo quando scendo giù dalla piscina di Monterenzio (se non vado a milano marittima).
Ciccio quel giorno non c’era, leggendo idr scoprii che era in fila tra Bologna San Lazzaro e Borgo Panigale, doveva andare con Manuela a una serata di cibo biodinamico ma visto il ritardo causato dalla fila ricordo che se ne andò a cena da Bottura. Fatto sta che di questa lisca di pesce raffigurata nel biglietto chiesi informazioni al figlio di Manuela mentre mi serviva qualche spumante.
Del Vintage so che ci lavora uno chef che aveva lavorato al ristorante Terre del Riso a Medicina che ormai ha chiuso i battenti 3 anni fa (mi pare, forse 4). Di Terre del Riso ne fui un gran sostenitore molto meno le guide del Gambero e dell’Espresso (molto di più Luigi Cremona ed Edoardo Raspelli che ne parlarono bene, il primo su Grand Gourmet nella rubrica le promesse gli emergenti, il secondo sulla Stampa) che quando si accorsero della potenzialità di questo ristorante e salì di punteggio sulle due più influenti guide ormai era tardi e il ristorante chiuse. E queste cose non dovrebbero accadere.
Del Vintage so solo che fanno cucina di pesce, il posto esteticamente non sembra neanche tanto malvagio anche se ho visto di meglio in giro.
Osteria Capoborgo.
Gavardo tel. 036.5331737
E’ più di un anno che dico: “ci vado, ci vado, ci vado” e invece non ci sono mai andato. A maggio ’07 diedi il nominativo anche a Gnaffone (Grignaffini) e anche lui disse: “ci vado, ci vado, ci vado” e invece nulla. Sulla guida dell’Espresso ‘08 non c’è e in quella del Gambero mi pare che sia addirittura scomparso.
Sti gastronomi, vatti a fidare. Ora Vizzari e Bolasco possono anche non fidarsi di me però possono sempre sentire il parere di Allan Bay :) perché se cuochi si diventa, gastronomi si nasce.
Locanda del Borgo
Rosolini (SR)
Tel 0931.850514
Sono incredibile, un caso decisamente raro. Non lo faccio mica a posta ma certe volte pur stando bene in un ristorante dimentico in un battibaleno sia il nome del ristorante in cui ho mangiato che il nome dello chef che me l'ha preparato (eppure i ristoranti li scelgo io, alcuni decisamente a caso). Questo, ad esempio, ho dovuto chiederlo almeno 7/8 volte alla mia assistente: “Dove abbiamo mangiato l’altra sera?” “Come si chiamava lo chef?”
Insomma certe volte riesco a superare me stesso, non ricordo neanche dove mangio eppure la cucina di Giovanni Alfa mi ha sorpreso parecchio, ecco, probabilmente ero talmente sorpreso da quello che avevo nei piatti (sapori e ricordi) che ancora oggi ho in mente che lascio da parte tutto il resto.
Se Carmelo Chiaromonte per qualcuno è stato considerato un promettente chef della Sicilia, allora qui siamo davanti a un nuovo Ciccio Sultano. E' inevitabile, 2+2 fa sempre 4.
Villa Fiordaliso
Gardone Riviera.
Due ani fa in una delle telefonate Bologna – Lione, lo spassoso amico Andy (Andrea Petrini) mi ricorda che tra i Marchesi Boys c’è Riccardo Camanini che sembra essere entrato nel dimenticatoio della stampa ad esclusione di Santos che invece ne tesse le lodi.
Urca, è decisamente sorprendente di come si fa presto a finire nell’ombra dopo un briciolo di popolarità. Direi che Camanini è l’esempio vivente di quello che ho scritto nel terzo paragrafo di questo post.
Per ben due volte provai a prenotare a Villa Fiordaliso ma la sfiga volle che lo beccai sempre chiuso, poi, ironia della sorte, al bar del casinò di Deauville lo scorso febbraio ho conosciuto Riccardo Camanini e parlandoci mi sono reso conto che è un ragazzo molto umile e che nei suoi discorsi separa la farina dalla crusca. Ecco, io magari dopo l’ennesimo gin lemon potevo anche risparmiarmi di dirgli: “Oh, certo che te di tutti i Marchesi Boys sei l’unico che è uscito fuori di scena”. Ora sarebbe una vera figata (visto che il ragazzo ha un bel cervello) se tornasse sulla bocca di tutti. Prima o poi bisognerà verificare le doti.
Aggiornamento su Villa Fiordaliso.
Due settimane fa l’amico Cauzzi e il critico gastronomico di Tutto Motori (brum-brum) sono stati a pranzo a Villa Fiordaliso. In poche parole a entrambi non è che sia piaciuto molto. Anzi, proprio per niente.
Per fortuna che molto democraticamente l’opinione di Muccapazza è l’unica e quella che conta.
postato da: muccapazza28
alle ore 02:44 | Permalink | commenti (8)
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