
I gourmet non amano sbarazzarsi facilmente delle cose. In questo siamo senza speranza. Conserviamo come reliquie i menù dei ristoranti che più ci hanno entusiasmato e di tanto in tanto amiamo sfogliarli andando alla lettura dei piatti che più ci hanno emozionato soffermandoci su quelli che invece non abbiamo avuto modo di assaggiare. Li leggiamo un po’ perplessi, chiedendoci come sarebbero stati.
Non amiamo nemmeno sbarazzarci dei sapori dell’infanzia, anzi, in alcuni casi quei ricordi diventano il metro assoluto del nostro palato.
Sulla cucina tradizionale poi, siamo un po’ sentimentali. Se una cosa un tempo ci è piaciuta ci sembra ingiusto accantonarla e anche in quella che molti critici definiscono La Nuova Cucina Italiana identifichiamo più il vecchio che la modernità con la quale viene proposto il nuovo.
Forse è per questo che seppur attratti dalle novità i gourmet restano solidamente ancorati a quello che a mala pena sono riusciti a metabolizzare.
Insomma, se è vero che l’Italia è la cucina dei mille campanili che senso ha reinventarsi con uno stile di cucina completamente nuovo quando ancora non si è finito di scoprire e apprezzare quello vecchio?
In realtà affezionarsi alle tradizioni serve a far finta che gli anni non siano cambiati, la moda a far finta che si riesce a stare al passo con gli anni, e magari pure una stagione in avanti.
Anche internet ha seguito la stessa evoluzione della cucina, dapprima con i tradizionali gruppi di discussione, evoluti poi in forum e non da ultimo l’esplosione dei blog, che oggi impazzano in internet.
La cucina tradizionale e la sua corrispondente evoluzione così come la carta stampata e l’evoluzione della comunicazione sul web ci aiuta a capire chi siamo e da dove veniamo ma questo naturalmente non ci aiuta a scoprire dove stiamo andando e cosa ne sarà di noi. Se ne potrebbe discutere all’infinito, in realtà alla base del rispetto verso le tradizioni gastronomiche, della neo ancora non metabolizzata nuova cucina italiana, dei gruppi di discussione, dei forum e dei blog, c’è il terrore di essere o sentirsi come qualcosa di vecchio di cui non vale la pena sbarazzarsi ma solo perché alcuni “territori scoperti” diventano troppo familiari e non siamo capaci di cambiamenti, neanche piccoli.
Tuttavia nel mio essere mi sono sempre sentito innovatore (anche se questo non significa che sia stato innovativo quello che ho fatto o scritto) altrimenti non avrei aperto un food blog nel 2004. Ed è proprio in un momento in cui sembra che drasticamente nascano più food blog in Italia che bambini in China; e che l’immagine della cucina italiana non è stata mai così forte sia sul fronte delle tradizioni che in quella delle novità; che ho deciso di fare un po’ di ordine dentro di me.
Per iniziare, mi libererò di questo blog. Per quasi quattro anni avete sopportato le mie opinioni sul mondo della cucina e non potete immaginarvi quanto abbia significato per me. Grazie a tutti per i vostri pensieri e commenti ma è giunta l’ora di cambiare. Questa sarà la mia ultima apparizione in questo spazio.
Vado a caccia in altri territori e di una nuova preda. Magari ci incontreremo lungo la strada. Sarò quello con l’Ipod, i vestiti rigorosamente griffati e le mutande made in Australia, pensate a me semplicemente come una moda che sta cambiando, dopo tutto questo tempo potete farlo, se ci riesco io.
Muccapazza
postato da: muccapazza28
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