giovedì, 02 febbraio 2006

 

Parte Seconda ( Prima Parte )

English Version: Il Forno

Ore 09.30. E’ Fulvio Pierangelini ad inaugurare la seconda edizione di Identità Golose.
Il suo tema, Pensieri Semplici, è stato dedicato ad “un uovo e un maiale”, ingredienti semplici per l’appunto, che nel caso di Fulvio, rendono grande la cucina italiana.
La centralità del suo intervento è interamente rivolto all’importanza della materia prima, la sua grande cucina è composta più da passaggi virtuosi che di tecnologie. L’obiettivo di Pierangelini è quello di portare all’esasperazione la materia prima di cui dispone e per raggiungere questo fine attraversa un percorso naturale e intimo con la natura. Un percorso difficile che certe volte rischia di non essere compreso nella sua essenza. Una strada in salita quella di Fulvio, che ancor prima di iniziare dalla cucina parte dalla campagna.

 

A identità golose Pierangelini ha presentato il filmato del suo allevamento di maiali di cinta senese. Fulvio è stato il primo a riscoprire e a valorizzare questa varietà suina, ancor prima che diventasse il pane quotidiano sulle tavole di molti gourmet.
I maiali di Pierangelini si nutrono allo stato brado con le materie prime del bosco e con cereali biologici, i suini non vengono mai macellati prima dei quattro anni d’età e dalla loro macellazione/lavorazione si ricavano eccellenti lardi, pancette, salami e culatelli.
Dal filmato emerge l’importanza della responsabilità verso la carne in quanto proveniente da esseri viventi che hanno subito un sacrificio carico di pathos religioso.

 

Per Pierangelini l’uovo è la massima espressione della campagna. Le ricette presentate a Identità Golose in realtà nascono da un errore ovvero, l’aver provato ad alimentare delle galline livornesi con il latte di pecora o di capra, esattamente come fanno i francesi con il latte in polvere per i polli di Bresse. In parte questo esperimento è risultato qualitativamente vano perché la carne delle galline ovaiole è risultata particolarmente dura ma le uova, incredibilmente, avevano marcati sentori di vaniglia e mandorle. E tanto è bastato a Pierangelini per studiare e proporre una serie di piatti che ruotassero attorno a queste uova: uova fritte al lardo, uova in crosta con gelato al lardo e striscioline di lardo caramellato, ravioli di lardo e ricotta con zabaione al lardo e aceto balsamico, crema di rosmarino e timo con involtini di cioccolato al lardo, oro, cacao, cannella e pepe di sichuan.


Immagine: Benedetti-Grassi/Zerozero

 

Fulvio ha concluso il suo intervento anteponendo il lavoro della campagna a quello della grande industria. Non ha negato le sue vecchie esperienze di collaborazione con questo genere di mercato anche se a suo giudizio “la riproducibilità tecnica delle ricette, senza l’intervento della mano del cuoco, resta uno scoglio insuperabile”. Per il momento, le idee e la campagna di Fulvio Pierangelini si possono gustare solo a San Vincenzo. Meglio così.

 

Ore 10.40 E’ Pascal Barbot, giovane enfant prodige dell’Astrance di Parigi a susseguirsi a Fulvio Pierangelini.
Pascal ha raccontato della sua grande passione per i viaggi e del suo rapporto con cucine e culture di altri mondi.

 

E’ Andrea Petrini ad introdurlo sul palco di identità golose: ”Oggi in Francia, Pascal Barbot rappresenta la punta dell’iceberg di quello che si può definire la nuova cucina francese. La sua storia è esemplare ed inizia 5 anni fa, periodo in cui in Francia ci si chiedeva se la cucina francese fosse veramente addormentata su una torre d’avorio fino a quando, nell’ottobre del 2000 nacque dall’idea di due giovani amici (Pascal e Cristhofle)  il ristorante Astrance. Un ristorante, l’Astrance che senza addetti stampa, promotori, capitali privati o eventi mediatici in sole 2 settimane di apertura si è concquistato il sold out sia nel servizio del pranzo che in quello della cena. La cucina di Pascal Barbot è apparentemente semplice, eclatante, schietta, piena di emozioni. Una cucina giovane, che non si pone il problema dell’utilizzo delle spezie o dei sapori esotici. Una cucina che va sempre avanti, cosmopolitan per il senso della curiosità e della rilettura di tutto quello che lo circonda”.

 

Tre i piatti illustrati e presentati da Pascal Barbot, intitolati “Retour” omaggio a tre distinti viaggi che lo hanno portato in Japon, Indes e Chine.



Immagini: Benedetti-Grassi/Zerozero

 

Il Return du Japon è composto da melanzane, miso e cioccolato, per un mix simultaneo di accostamenti classici della cucina francese e italiana ed un omaggio alla tecnica francese della laccatura.

 

Nel Retour des Indes è stata la volta delle spezie, in una salsa che indagava i risultati di diversi tempi di cottura del curry.

 

C’è stato poi il “Retour de Chine”, in cui si esploravano le opportunità offerte da una zuppa a fine pasto, con funzione anche digestiva.

 

Il risultato finale del suo intervento è stato quello di una cucina leggera e divertente che spazia a 360° attingendo prodotti da tutti i continenti del globo ma sempre contraddistinta da una rigorosa precisione nelle cotture e rivoluzionando il concetto di gerarchia fra antipasti, piatti principali e dessert.

 

 

postato da: muccapazza28 muccapazza alle ore 15:30 | Permalink | commenti (14)
Commenti
#1   02 Febbraio 2006 - 16:02
 
finalmente ho visto il tuo viso!
utente anonimo

#2   02 Febbraio 2006 - 18:10
 
ciao mucca
davvero rimpiango di non esserci stata
i vostri racconti sono molto interessanti
Lilli
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#3   03 Febbraio 2006 - 00:56
 
Mucca ma le uova a base di lardo in tutte le salse, compreso gelato al lardo, le hai assaggiate?

Elisa
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#4   03 Febbraio 2006 - 09:13
 
No, non c’era la possibilità di assaggiare i piatti presentati durante identità golose. Credo che sarebbe stato impossibile, almeno considerando la quantità di persone presenti in sala che a detta di Marchi, era di numero largamente superiore rispetto alla precedente edizione, segno che Identità Golose ha un eccellente margine di ulteriore crescita.
L’unico modo per assaggiare questi piatti è quello di andare nei rispettivi ristoranti degli chef.
Un mio amico che ha abbandonato il convegno alle 13.00 è andato a pranzo da Cracco ed ha assaggiato l’insalata di mare a libro che avrebbe presentato l’indomani (martedì).

Gli unici assaggi erano disponibili presso gli stand. Ho assaggiato un eccellente salmone presso la Cardinal e Longino ed il cappuccino ad alta quota di Ferran Adrià, ossia il cappuccino liofilizzato.
I piatti presentati dai chef erano assaggiati e commentati dalle cucine da due sole persone di cui ora non ricordo il nome.
Il gelato al lardo era presente solo nel filmato che Pierangelini ha portato. Nelle cucine di identità golose ha presentato un solo piatto, però ho girato il filmato, se riesco a caricarlo lo pubblico.

Mucca
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#5   03 Febbraio 2006 - 12:40
 
In realtà Mucca il mercoledì si è "pappato" tanto ad Identità Golose. Abbiamo cominciato con gli ottimi agnolotti "shake" di Scabin alle 9.30 (:-)), proseguendo poi con il gelato all'olio d'oliva di Dani Garcia ed i piatti di Uliassi di cui ho solo avuto la fortuna di assaggiare il croccante di triglia con salsa wasabi, finocchi al finocchietto e granita d'arancia.
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#6   03 Febbraio 2006 - 20:26
 
Ciao Mucca!!!
Bellissimo post...;-)
Mi sa che ti verremo a trovare uno di qs week al risto!!
Me le fai le polpette??
Baci
Sandra
utente anonimo

#7   04 Febbraio 2006 - 20:53
 
Quali polpette intendi, Sandra?
Quelle della tradizione bolognese o quelle di ispirazione ... giamaicana??! :-P)
Pia
utente anonimo

#8   05 Febbraio 2006 - 01:06
 
No woman no cry!!!!!!!!
Qs intendo Pia!!!;-)
MA se s viene giù...ci sei anche tu vero,??
:-O
utente anonimo

#9   05 Febbraio 2006 - 15:24
 
Certo!!!
Ma chi mi sta invitando?! ;-) :?
Pia
utente anonimo

#10   05 Febbraio 2006 - 18:23
 
Dopo l'incontro con mucca ( alias Agassi,Zingaretti..:-) ) a I.G.si pensava ad un foodblogger incontro
( aperto a tutti- così non si offende nessuno)in quel del mucca/risto!!
Se ti va...;-)
Sandra
www.untoccodizenzero.it/blogger.html
utente anonimo

#11   05 Febbraio 2006 - 23:43
 
Ahhh, eri tu!!! Io vado sempre volentieri da Mucca, e sarei ancora più contenta di conoscervi. Il problema è lui, che di solito non tollera i "raduni" nel suo locale. L'aspetto più grave del problema è che per lui un "raduno" è costituito già da 4 persone, se non appartengono allo stesso nucleo familiare ... Per cui, o ci adottiamo a vicenda o ci sposiamo, o siamo a rischio (le poltroncine sono feroci ... pare che MORDANO!!!!) ;-))))
Comunque ... ci sto :)
Pia
utente anonimo

#12   06 Febbraio 2006 - 03:34
 
Oh mio Dio! Sono qua che mi manca il respiro ed ho finito lo spray per l’asma. Veramente io non sapevo che voleste organizzare un raduno, sapevo che Sandra e Petula erano incuriosite dalle mie “polpette” ma da qui a organizzare un raduno ce ne passa o almeno, non mi passa manco per l’anticamera del cervello o forse è il mio incessante esaurimento nervoso che non mi permette di vedere oltre il numero massimo di 4 bloggers.

Se proprio si vuole organizzare una mini festa dell’umidità si può sempre noleggiare il parco nord di Bologna, durante i concerti c’è sempre tanta erba da brucare. E poi una bella scampagnata allietata dai simpatici panini di Sandra renderà più allegra e divertente la giornata. Cmq, questo post dedicato a Pierangelini e Barbot non vorrei che fosse un nuovo spunto per organizzare qualcosa tra food-blogger. Per rispetto degli chef e di Marchi, è meglio parlare degli interventi del convegno e di cucina.

Per Albuz,
Immagino che il problema dovuto alla mancanza degli assaggi nelle giornate di lunedì e martedì fosse dovuto alla folta presenza di pubblico. Probabilmente mercoledì il pubblico era minore resta di fatto che l’idea del mini assaggio per quanto brigoso potrebbe completare l’opera definitiva dello chef anche se ad esser sincero, preferirei non assaggiare dei piatti in quella occasione, piuttosto meglio far visita allo chef che si è esibito ed ordinare il piatto in questione.

Resto del parere che un conto è assaggiare un piatto preparato per una persona e gustato al ristorante, un altro e assaggiare un piatto realizzato assieme ad altri 499 piatti e serviti in condizioni diverse da un normale ristorante. 8 volte su 10 i risultati rischiano di essere diversi soprattutto per quanto riguarda le temperature.

Mucca
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#13   06 Febbraio 2006 - 10:07
 
Scusa Mucca!!!Non era proprio un raduno!!
Recepito il messaggio..;-)
Grazie!
A presto...Ciao Pia!:-)
S
utente anonimo

#14   07 Febbraio 2006 - 10:18
 
Peccato sarei stato anch'io nel branco. Avevo comprato un tight viola solo per questa occasione. Volevo farmi cucire un paio di corna poi Cinzia mi ha detto che, nel caso, ci può pensare benissimo lei...così ho desistito, sai com'è...Già ho la sfiga di essere un produttore di olio, manca solo di dovergli mantenere un personal trainer.
L.
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