venerdì, 07 luglio 2006
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Cos'hanno in comune la Bianchera, la Casaliva, la Coratina, il Correggiolo, il Leccino il Moraiolo, la Nocellara del Belice, l'Ogliarola, il Pendolino, la Tagiasca e la Tonda Iblea?
Sono solo alcune delle cultivar italiane più diffuse nel bel paese perché da Nord a Sud, è un trionfo di oli a DOP.

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giovedì, 18 maggio 2006

Non si tratta di una lettura golosa nel senso letterale del termine ma si parla anche di Cibo & Co.
Quale sarà il futuro dei Food Blogger è ancora presto per dirlo, di certo il Terzo Rapporto sulle Comunità Web in Italia presentato dalla Digital PR by Powered Hill & Knowolton ci può aiutare a comprendere molti aspetti della rete che si davano per scontati se non del tutto ignorati.
E’ una lettura che consiglio vivamente, soprattutto per capire quali possano essere le possibilità di sviluppo della Food Sfera in Internet.

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mercoledì, 26 aprile 2006



Tra tutti i libri che avrei potuto proporre, questa volta ne ho voluto scegliere uno scritto in lingua tedesca. Se lo scritto può lasciare indifferenti per incompatibilità di linguaggio, sarà sufficiente  sfogliare alcune pagine per capire che al contenuto non è lasciato molto spazio alla fantasia.
Se Strange Food sta per Cibi sconosciuti, Skurrile Spezialitaen potrebbe stare per qualche “particolari” specialità……..

Per gli occidentali queste ricette potranno sembrare al limite dell’assurdo ma in molte altre parti del mondo sono considerate vere leccornie. Trattasi di piatti ricchi di storia, cultura e tradizioni molto lontane dalle nostre che, per quanto improbabili da realizzare e proporre sulle tavole italiane, restano una bella testimonianza del rapporto che alcuni popoli hanno con il cibo e le materie prime che li circondano…

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giovedì, 09 marzo 2006
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Può la cucina essere una forma d'arte? La risposta è "Si".
Declinata non più al concetto di cucina d'avanguardia, il cibo, seppur inconsciamente è sempre stato associato ad un pensiero espressivo. Se la cucina della tradizione regionale ricorda i dipinti del rinascimento con i suoi colori sfumati uno nell'altro ed i continui giochi di ombre e luce frutto dell'amalgama dei sapori, la cucina d'avanguardia le si contrappone con una filosofia di arte moderna, dove il concetto di "scomposizione" degli ingredienti ricordano pennellate distinte di colori puri.
Tra le diverse similitudini che caratterizzano la cucina con l'arte, nuove contemporaneità entrano nel piatto.

Protagonista assoluta: l'Arte Bruta declinata al nuovo filone propositivo di alta cucina casalinga, dove il rispetto assoluto della materia prima salvaguardia la sua originaria forma primordiale.
Una visione di cibo non più riconducibile ad una filosofia precisa e identificabile, un mondo dove la materia, la tecnica e la presentazione, si fondono in una personale visione delle opere.

LinkArte Bruta
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martedì, 24 gennaio 2006


Chi non ha mai fumato Hashish e Marijuana scagli la prima pietra, gli altri devono sapere che quando la canapa è fumata l’effetto è pressoché immediato; l’high arriva subito e può durare fino a un paio d’ore (anche più di un paio d’ore se l’effetto viene rinnovato con piccole quantità di “roba”). Invece, quando la canapa è ingerita, l’effetto passa attraverso il processo di digestione quindi, il primo sballo, appare nel giro di 40-60 minuti dopodiché la sua durata è infinitamente superiore a quella della migliore roba fumata… ed è proprio per questo che in molti potrebbero trovare interessante e divertente questo volume, caratterizzato, da 101 ricette gastronomiche a base di Hashish e Marijuana.

LinkMarijuana
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lunedì, 21 novembre 2005


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Il punto G, lo scambio delle coppie, i cibi a luci rosse ed il triangolo delle Bermude; un piccolo assaggio introduttivo delle libertà gastronomiche di Davide Paolini.
In questo volume viene messa al bando qualsiasi genere di etichetta riconducibile al giornalista, all’esperto e all’enogastronomo. L’autore preferisce coniare nuovi termini culinari per raccontare il cibo e questa volta lo fa rivelando l’essenza del suo Mestiere, quello del Gastronauta, per l’appunto.
Un libro divertente, facile da leggere, comprensibile e curioso a qualsiasi lettore, soprattutto per la  ricchezza di alcune sfumature gastronomiche che anche ai palati più attempati in anni di assaggi potrebbero esser sfuggite.
In questo piccolo tomo del gusto non si parla di cucina regionale perché sarebbe troppo alto il rischio di incappare nell’errore di fondo, quello che non tiene conto della realtà territoriale e delle diverse culture materiali locali, per un food book, rigorosamente No Global.

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